Il ricco e i fanatici

mosé

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L’essere umano farebbe qualsiasi giravolta per trovare l’angolazione che lo accordi con le sfumature delle verità preferite. Che cosa pensano i ricchi delle loro immense ricchezze specchiate nella miseria di tanti?

Il ricco è uno che vive un mondo riflesso, sono sempre gli altri che gli attribuiscono il potere. Il denaro è un mezzo e chi lo intravede, si avvicina a esso attraverso il detentore. La gente cerca il denaro e sa che il possessore lo può sganciare acquistando beni e servizi. Ecco così tanti uomini e donne diventare mercanti e servitori, a disposizione anima e core, per offrire ottimi prodotti e prestazioni, contando di spillare il più possibile.

Il ricco non è consapevole di non aver merito personale alcuno per attirare tanto fanatismo intorno a sé, così inizia per lui un cammino di autoassoluzione e comincia a dirsi. “Tanta gente mi ammira perché sono vincente – Accumulare denaro è consentito, anzi è legale – Sono riuscito perché sono più bravo e me lo merito – La povertà è sempre esistita, ci sono dinamiche a me sconosciute e non può essere altrimenti – Un po’ di egoismo è sano perché muove il mondo – Eccetera eccetera”.

Il ricco e i fanatici sono elementi malati della società, e tutti siamo costretti a vivere da ammalati perché alcuni dicono che non c’è modo di organizzarci diversamente.

Ma si può vivere diversamente? Si può trovare pace in questo mondo? Sì, per tutte e due.

Per vivere diversamente bisogna percorrere il cambiamento in direzione di una strategia, un sistema sorretto da elementi che ne assicurino la tenuta e realizzino i propositi delle idee. Tutto senza rivendicazioni ovviamente.

L’Antropocrazia, fornisce gli elementi di base per riformare l’attuale sistema socio economico in modo semplice e costituzionale. Un paese buono e giusto può emergere alla superficie su cui possono vivere serenamente tutti i cittadini.

Dobbiamo richiamare i numeri. Abbiamo visto che una parte del denaro muore nelle mani degli speculatori che non lo spendono e lo accumulano sottraendolo al potere d’acquisto della collettività. Abbiamo detto che dopo vent’anni d’interessi pagati i cittadini hanno duemila miliardi in meno da spendere. Chi fermerà la corsa di questa ruota impazzita? La paralisi totale.

I 2000 miliardi che i ricchi accumulano in vent’anni provengono dalle classi medie e dai poveri, che sono costretti, attraverso tasse indiscriminate, a sborsare il doppio del prezzo d’acquisto, perché il commerciante a sua volta deve trasferire una quota, almeno il 50%, allo Stato, che lo impone su tutti i beni e i servizi generati dal mercato.

L’attuale sistema di prelievo fiscale è un metodo di tassazione orizzontale, i poveri sono tutti, i ricchi sono pochi. I poveri e le classi medie pagano la quasi totalità delle tasse raccolte, perché essi rappresentano il 90% dei cittadini consumatori e sono costretti a pagare le imposte quotidianamente su qualsiasi prodotto acquistino, che siano beni di necessità o superflui il prelievo fiscale si abbatte su merci e servizi senza regole e distinguo.

Possiamo immaginare di trovarci da qui a vent’anni con duemila miliardi in meno e pensare di fare il PIL senza alcun potere d’acquisto?

Di nuovo i numeri.

500 miliardi ogni anno sono incamerati per le tasse, lo Stato li preleva dal 90% dei cittadini restituendone 400 in servizi. L’anno successivo i cittadini, per fare il PIL, si trovano 100 miliardi in meno da spendere, tireranno la cinghia e anziché acquistare merci e servizi per 1500 miliardi, ne acquisteranno per 1400, poi 1300, 1200 etc.

Nel frattempo che il PIL è diminuito, lo Stato ha incamerato meno tasse, perché per necessità, la gente ha acquistato meno e quindi ha portato a casa meno merci dell’anno precedente, prodotti su cui aveva pagato le tasse che ora invece mancano alle entrate statali. A questo punto a un governo incompetente e senza idee vengono in mente le accise, una tassa orizzontale che può procurare un prelievo quotidiano incessante, come stolti che non si rendono conto che quando la capacità di tassazione ha raggiunto i limiti di saturazione le tasse possono solo essere spostate da qui a là, perché denaro per nuove entrate non ce n’è.

La fiscalità monetaria è costituzionale.

Dove sta scritto che i poveri devono rimanere senza un euro e i ricchi devono impossessarsi di tutto? Perché le tasse le pagano i poveri nella misura di tutto ciò che hanno mentre i ricchi non sono sfiorati da alcuna tassazione se non in modo simbolico?

Spostiamo la leva fiscale dalla tassazione su merci e servizi e stabiliamo che il denaro diventi l’unica base imponibile per garantire le entrate statali. Molto semplicemente lo Stato preleva una percentuale su tutti i valori monetari dai conti correnti presenti nel circuito bancario.

Ciascuno paga nella misura dei capitali che detiene, chi non ha niente non paga niente. Tutte le merci e i servizi esentasse, significa spendere la metà, vuol dire raddoppio del potere d’acquisto, che i soldi valgono il doppio. I ricchi smettono di accumulare capitali senza fine, la paralisi totale è scongiurata, e la ruota impazzita è domata.

E’ equilibrato, si può fare, ci sono i numeri, è costituzionale.

Giusy Romano

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5 risposte a Il ricco e i fanatici

  1. abaco ha detto:

    Da un po’ di tempo leggo gli articoli che compaiono su questo blog. Nonostante continuino a parmanere in me alcuni dubbi in merito (che ho anche espresso in alcuni commenti) specialmente riguardo alla efficacia della fiscalità monetaria, vorrei capire se è possibile fare anche qualcosa di pratico per contribuire all’affermazione del sistema antropocratico o se dobbiamo limitarci a continuare a leggere e continuare a scrivere articoli sull’argomento?

    • Maurizio paino ha detto:

      Caro Abaco…Mentre leggi questi articoli publicati,siamo sicuramente pochi che stanno cercando nel,Nostro piccolo,di far conoscere questo rivoluzionario sistema,che se potesse essere messo in atto,subito,una gran parte dei nostri problemi potrebbero essere risolti…La fiscalità monetaria non è mai stata presa in considerazione dall’Umanità.. Come ha potuto dimostrare Giusy con i numeri,l’unico problema sollevatomi da esperti economisti… è stato:”non ce lo faranno mai fare”. A questo punto se i conti tornano,come si suol dire,l’unico problema è il nostro comune pensiero. Ormai sono diversi anni che questo progetto frulla nelle nostre menti e troviamo sempre di più una certezza nella soluzione Antropocratica… Manca la massa critica che possa far partire concretamente questo…. L’anno scorso siamo riusciti a fare un Festival a Montegrotto Terme,in due giorni sono venuti un migliaio di persone. L’unico modo di pubblicizzare l’evento è stata un piccola radio della zona di Padova:RADIO GAMMA 5,che si può ascoltare anche via streaming. Il circolo cuturale P:L:ighina,sempre di Montegrotto è stato il motore propulsivo del tutto. Si possono trovare nel suo sito,nella zona radio,tutte le registrazioni collegate all’Antropocrazia e all’evento. Ci siamo mossi anche all’interno del Movimento 5 Stelle,facendo pubblicare dei video di Bellia… Articoli sul tema sono stati pubblicati dalle rivista Nexus,Biolcalenda. Siamo in attesa di forze nuove per allargare a sempre più persone questo progetto,il sito va in questa direzione. Eventualmente tu cosa potresti fare? Possiamo farci anche una chiaccherata insieme se ti va,per chiarire i tuoi punti oscuri o meglio ancora,cosa potremmo fare insieme. Il mio indirizzo è il primo della lista (maurizio.piano59@alice.it),resto in attesa di Tue nuove…. Un grande abbraccio e tanti auguri di buona Vita.

  2. abaco ha detto:

    Buongiorno, sig. Maurizio.
    nel rispondere al mio commento, lei terminana chiedendomi cosa posso fare io per l’antropocrazia.
    Bene,
    Io sono nato nel dopoguerra ed ho conosciuto solo momenti di espansione economica (sì, è vero: con alti e bassi, crisi e riprese; ma sempre all’interno di un trend all’aumento della capacità di acquisizione del benesere materiale). Non ho mai avuto modo di studiare bene la materia economica e l’unico aspetto che di questa disciplina mi è stato possibile conoscere è quello proprio della società in cui sono cresciuto: il sistema capitalistico-liberalista. Ad essere sincero ho conosciuto anche (per sentito dire) un altro sistema economico: quello comunista. Ma l’ho conosciuto attraverso i racconti fatti dagli organi di informazione di questa società, che lo hanno quasi sempre rappresentato come un sistema, inefficiente, ineffiacace per il raggiungimento di standard adeguati di benessere ed oppressivo della libertà umana. Il crollo del muro di Berlino, nel 1989, è stato per me la rappresentazione simbolica del fallimento del sistema ideologico comunista. La sua caduta, mi è sembrato di osservare (ma solo in una visione retrospettiva; ossia me ne accorgo oggi, notando le distorsioni a cui siamo arrivati) ha dato impulso ad uno sviluppo sfrenato ultraliberista che ha avvantaggiato solo chi ha avuto le capacità (ma sempre più spesso anche la mancanza di ogni scrupolo morale) di muversi con agio all’interno di questo sistema economico. Trattandosi di un sistema capitalistico, chi ha potuto muoversi meglio è stato chi disponeva di capitali; essendo un sistema ultrliberista, la migliore capacità di muoversi è stata direttamente proporzionale alla quantità di capitali posseduti. Chi meno ne aveva, meno ha potuto reggere il confronto con la “libera concorrenza” dei più ricchi e in questo modo (così la penso) i ricchi sono diventati (e stanno diventando) sempre più ricchi e i meno ricchi sono diventati (e stanno diventando) sempre più poveri. Quest fatto, lo avverto come una ingiustizia, che si sta sempre più accentuando e che mina la coesione sociale. I tentativi, seppur lodevoli, del nostro governo di non lasciar andare a fondo la barca (la nostra società, intesa come sistema Italia) mi appaiono solo come il voler mettere pezze sopra falle apertesi. Anche se vi riuscisse, salverebbe questo odierno sistema sociale: ai miei occhi profondamente ingiusto. Occorre, invece, iniziare a progettare un nuovo modello sociale: più equo. Ed occorre farlo senza rivoluzioni, perchè queste sono capaci di distruggere ma lasciano la ricostruzone in mano ai soli soliti opportunisti. Ma dove trovare un sistema sociale più giusto?
    L’aver scoperto l’antropocrazia (ne ho sentito parlare la prima volta al convegno di biodinamica tenutosi alcuni mesi fa a Firenze) è stato per me come la speranza di chi vede una luce in fondo ad un tunnel buio. Non la conosco ancora bene (ho letto solo i vostri articoli) e ancora alcuni dubbi permangono in me. Spero si dissiperanno. Cosa posso fare io? Chiarimi ancor più le idee. capire, per esempio, pechè un ricco, nell’ipotesi che stesse per avverarsi in Italia una società governata dal sistema antropocratico, prima che questo si fosse instaurato, non dovrebbe e potrebbe approfittare dei labili sistemi antifuga messi a punto da Stato e da banche per il trasferimento all’estero dei capitali finanziari. Capito questo, potrei parlare dell’antropocrazia alle persone che conosco. Si tratta di spargere semi. Molti cadranno nel nulla, ma qualcuno germinerà e a sua volta produrrà altri semi. Ci vorrà tempo, Ogni opera prima di essere realizzata è stata progettata. Oggi siamo nella fase in cui occorre, tutti insieme, iniziare a progettare un nuovo sistema sociale. I figli dei nostri figli, se avranno fortuna, potranno goderne i frutti.

    • Maurizio Piano ha detto:

      Buona sera,caro Abaco. Ho trovato la risposta molto dettagliata ed esaustiva, la ringrazio. Avevo chiesto di poter scambiare con lei tutte le domande e i dubbi che naturalmente sorgono quando uno ascolta per la prima volta un’idea rivoluzionaria come l’Antropocrazia e sono stato subito accontentato. Quando l’ho sentita per la prima volta alla radio,dalla voce diretta dell’ideatore,Nicolò,sono rimasto colpito dalla sicurezza e dalla calma che traspariva dalla sua voce,come se la Verità fosse presente in quelle parole. Il problema economico non era mai stato preso in considerazione da me. Mi ritengo un ricercatore Spirituale e gli argomenti di studio sono indirizzati alla Scienza dello Spirito a indirizzo Antrposofico,nel campo religioso. Ritornando all’intervista ascoltata,subito ho sentito qualcosa di familiare,infatti Nicolò ha dichiarato di essersi ispirato al grandissimo Rudolf Steiner. Credo tu sappia di chi sto parlando ,visto che hai conosciuto l’Antrpocrazia propio ad un incontro di Agricoltura Biodinamica. Mi sono messo subito in contatto con Bellia e la storia è proseguita fino ad oggi,come già scritto nella precedente,in maniera molto riassuntiva. Ho scoperto con mio grande stupore che Steiner aveva già ideato quello che poi Nicolò ha messo per iscritto con formule matematiche,nel libro “La Via d’Uscita. L’Umanità non era pronta nel dopo guerra ’15/18′ a comprendere dove fosse veramente il Problema Sociale,magnificamente spiegato da Steiner,nelle varie conferenze e perfino su libri scritti per l’occasione e sembra che non lo sia ancora. Il nostro progetto potrà attuarsi nel momento in cui un numero sufficente di persone sarà in grado di presentarlo al Paese come l’unica soluzione possibile all’inevitabile disfatta dei due sistemi fino ad oggi conosciuti. Dal sistema Comunista,per primo,ma dell’inevitabile crollo anche di quello Liberista. Sarebbe troppo lungo scrivere i pensieri espressi in modo da far capire il ragionamento che gli sta alla base. In maniera riassuntiva dico che si vuole far ritornare l’Uomo al centro come suo giusto posto nel Mondo e i mezzi da noi proposti vanno in questa direzione: “L’Antropocrazia non cerca le cause,ma da la soluzione ai problemi”. L’Economia lo ha sostituito in tutti i campi e l’Essere Spirituale può svilupparsi solo in una società dove la Libertà viene lasciata negli ambiti Culturali-Spirituali,l’Economia abbia come obiettivo la Fratellanza,lo Stato dovrà soltanto gestire l’Eguaglianza fra TUTTI. Sembrano parole utopiche, ma se uno le osserva con attenzione e le fa sue,scopre che un’economia come quella attuale non ha nessuno fondamento reale,però lo avvaloriamo come unico sistema possibile. Gli scritti che hai potuto leggere su questo blog,sono frutto di pensieri trasformati e il compito che ci siamo dati,ognuno nel suo piccolo,vanno nella direzione da te accennata,spargere i semi per un futuro migliore. Possiamo esserti di aiuto per rafforzare anche il tuo pensiero,facendo qualche chiaccerata insieme.
      A presto,
      Maurizio Piano.

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